Cornuto

È presente in numerose decisioni, in alcune delle quali viene utilizzato al femminile. L’origine della parola è molto dibattuta: c’è chi vorrebbe farla derivare dal maschio della capra (da cui l’espressione “becco” di significato analogo) in quanto pare che l’animale conduca una vita sessuale non proprio morigerata e c’è chi la fa risalire nientemeno che all’imperatore Andronico Comneno di Costantinopoli (siamo poco dopo l’anno Mille) che faceva appendere le teste dei cervi uccisi a caccia a mo’ di trofeo per ogni scappatella amorosa.

Esiste una variante di tale leggenda, ancora più intrigante: l’imperatore autorizzava i mariti <cornuti> ad andare a cacciare presso le sue proprietà ed egli, come ricompensa, si cacciava le…mogli. Addirittura si narra che conferisse al malcapitato il titolo di Gran Cacciatore e – giocando sull’equivoco – il privilegio di esporre un bel paio di corna davanti al suo palazzo.

Di un caso alquanto curioso si sono dovuti occupare i giudici: nel corso di una trasmissione televisiva la nota imbonitrice Wanna Marchi si era reiteratamente rivolta al pubblico in ascolto evocando <il cornuto Alcide>, senza mai menzionarlo col cognome. Uno degli <Alcide> in ascolto, ritenutosi il bersaglio dell’epiteto, sporse querela che portò alla condanna per diffamazione; decisione però ribaltata dalla Cassazione nel presupposto che l’individuazione del soggetto determinato è avvenuta solo in forza di personale intuizione (37466/01). Parimente offensiva è stata ritenuta la locuzione secondo la quale un Tizio era Presidente di un fantomatico <Cornuto Fans Cub> (29826/15).

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